Mi ci è voluta una settimana per metabolizzare il risultato elettorale e per realizzare che, alla faccia dei tanti morti ammazzati, delle manifestazioni contro la criminalità organizzata, alla faccia degli appelli accorati dei familiari delle vittime,
E questo grazie agli allocchi che hanno votato ancora per lui, per la sua coalizione, rintronati da 15 anni di ammaliamento televisivo e giornalistico, imbarbariti dal deserto di vera informazione, assuefatti, dal mondo patinato di veline e reality, a ogni genere di nefandezze, incapaci di produrre un minimo pensiero critico, e allora vien da dire “se lo meritano Berlusconi” se non dovessimo subirlo anche noi...
Beppe Grillo dice che “Veltroni ha fatto il miracolo...è stato lui a risuscitare Berlusconi, che era ormai ridotto ad una salma...”, col suo moderatismo, con il vecchio adagio che la demonizzazione dell’avversario non paga, con i suoi toni riconciliativi..., e, dunque, abbiamo assistito ad una campagna elettorale finta, su programmi finti, uguali per l’85%, in cui il mafionano, mentendo, com’è nella sua natura, faceva ogni genere di accuse alla sinistra, ai “comunisti”, e dall’altra parte si rispondeva “pacatamente”, “con umiltà”, con i “ma anche”, quando bastava usare il vantaggio oggettivo che non serve mentire per contrastarlo, bastava dire la verità, ma le verità nessuno gliele spiattellava in faccia, in piena coerenza, d’altronde, con i due anni di governo, in cui c’era la possibilità di cancellare e resettare lo scempio dei cinque anni precedenti, e non lo si è fatto.
L’altro dato che rilevo con amarezza è quello della Sinistra Arcobaleno, che paga sicuramente l’aver fatto parte di un governo che, nelle aspettative, ha deluso, ma che paga, come ha detto padre Zanotelli, anche la scollatura che negli ultimi anni ha aperto col mondo operaio e precario e con quello pacifista e antagonista; quindi mi auguro che da questo risultato tragga un monito a ricominciare dalla base, a urlare la propria diversità, la propria visione del mondo, alternativa a quella neoliberista, che vediamo ormai in fallimento, e che scatena le paure, la paura per la propria sicurezza personale, la paura di perdere il posto di lavoro, quelle paure su cui hanno fatto leva partiti come
Intanto, ci toccano cinque anni in cui ne vedremo delle belle, ma, ahimé, ne vedremo di tragiche, le avvisaglie ci sono tutte, dal rinnovato appoggio a Bush, al macchiettistico incontro nella villa in Sardegna con l’amico Putin, in cui il mafionano si è riesibito, oscurando il Bagaglino, fatto arrivare apposta per allietare la serata, fino a fare il gesto di un mitra puntato contro una giornalista russa che si è permessa di fare una domanda scomoda allo zar... Sapendo la fine che ha fatto la giornalista Anna Politkovskaja, che denunciava i crimini e il genocidio in atto in Cecenia, davvero un bel colpo!
Prepariamoci alla terza era dell’anomalo bicefalo!
2 commenti:
Il decadimento di un popolo si vede dai suoi usi e costumi, da quanto produce intellettualmente. Il progresso dai saggi di filosofia, etica, dalla ricerca (trovare nuove soluzioni che rendano la vita dell'uomo migliore... almeno questo è l'intento originario...). posso guardare i tedeschi e pensare a Kant Hegel etc... e vedo in loro tutt'ora le radici di un Etica, di una forza propulsiva morale e intellettuale, questa weltanschaung è insita in loro anche se non lo sanno indipendentemente dal loro grado di istruzione. quando guardo gli italiani invece vedo sacchi di patate che guardano il grande fratello, Maria de Filippi, che leggono armony in edicola e comprano oggi e chi.... insomma sono le idee che fanno grande un paese, e io faccio fatica a vederle per la maggior parte del tempo che vivo tra i miei concittadini... la politica è lo specchio di questa decadenza. non mi stupisce più di tanto. mi si risponderà che l'italia produce dei "geni" in vari campi del sapere, ma io rispondo che il genio per definizione è colui che rompe le regole e balla da solo ed è per questo che può comunque esistere una pianta rigogliosa nel deserto... comunque non perdiamo la speranza! anche Nietzsche è morto solo e pazzo. In qualche campagna sperduta abbiamo anche noi i nostri pensatori emarginati... e forse tra 200 anni ce ne accorgeremo.
forse possiamo ancora cantare, fratello. Come l'uccellino in gabbia.
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